Economia – Ocse riduce stime Pil su Eurozona: rischi dal Mar Rosso per l’inflazione

06/02/2024

Economia – Ocse riduce stime Pil su Eurozona: rischi dal Mar Rosso per l’inflazione

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha rivisto al ribasso le stime sul PIL dell’Eurozona, attribuendo tale revisione principalmente agli alti tassi di interesse globali e alle sfide nel commercio internazionale.

Si prevede che il PIL diminuirà al 2,9% nel 2024, rispetto al 3,1% nel 2023, prima di riprendersi al 3% nel 2025 con il miglioramento delle condizioni finanziarie. In particolare, per la zona euro, si stima una crescita dello 0,6% nel 2024 e dell’1,3% nel 2025, in ribasso rispetto alle previsioni precedenti.

Sul fronte dell’inflazione, l’OCSE prevede un calo dal 5,4% del 2023 al 2,6% nel 2024 e al 2,2% nel 2025. Per l’Italia, si prevede che il PIL crescerà dello 0,7% nel 2024 e dell’1,2% nel 2025, con stime invariate rispetto a novembre 2023. Tuttavia, per quanto riguarda l’inflazione, si prevede un calo dal 5,9% del 2023 all’1,8% nel 2024 e al 2,2% nel 2025.

Rischi dal Mar Rosso

“Nonostante le prospettive di inflazione stiano migliorando – spiega MilanoFinanza – ” l’Ocse puntualizza che le elevate tensioni geopolitiche rappresentano un rischio significativo a breve termine per le attività economiche e i prezzi, in particolare se il conflitto in Medio Oriente dovesse sconvolgere i mercati energetici. Gli attacchi alle navi nel Mar Rosso hanno infatti aumentato notevolmente i costi di spedizione e allungato i tempi di consegna, specialmente tra Asia ed Europa, rallentando inoltre i programmi di produzione e determinando un aumento della pressione sui prezzi. Se l’attuale trend dovesse persistere, «potrebbe aumentare l’inflazione annua dei prezzi all’importazione nell’area Ocse di quasi 5 punti percentuali, aggiungendo 0,4 punti percentuali all’inflazione dei prezzi al consumo dopo circa un anno», concludono gli esperti”.

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