Economia UE – Previsioni al ribasso, la frenata è diversificata fra i Paesi. Lo studio ISPI

20/11/2023

Previsioni economiche per l’autunno 2023 della Commissione Europea. Le indicazioni portano ad una prospettiva meno favorevole per la crescita economica dell’Unione Europea nel 2024 rispetto alle stime precedenti.

L’inflazione elevata, che ha portato all’incremento dei tassi d’interesse, è uno dei fattori che contribuisce a questa revisione al ribasso.

In particolare, le previsioni evidenziano un calo delle stime di crescita del PIL per Germania e Spagna (-0,3% e -0,2%, rispettivamente), mentre l’Italia mostra una leggera controtendenza con un modesto aumento dello 0,1%.

La situazione economica complessiva dell’Unione Europea è influenzata da una serie di fattori, tra cui il costo della vita elevato, una domanda esterna debole e misure restrittive nella politica monetaria.

La situazione

Nel corso dell’anno in corso, l’economia europea ha perso slancio a causa di un elevato costo della vita, una debole domanda esterna e un inasprimento della politica monetaria. Le previsioni autunnali della Commissione indicano una revisione al ribasso della crescita del PIL dell’UE rispetto alle stime estive. Ma nonostante tutto si prevede una graduale ripresa dell’attività economica, con una crescita dello 0,6% nel 2023 sia nell’UE che nella zona euro.

L’inflazione nella zona euro mostra una tendenza al ribasso, raggiungendo il livello più basso in due anni a ottobre. Le previsioni indicano una diminuzione dall’attuale 5,6% al 3,2% nel 2024 e al 2,2% nel 2025. Nonostante l’inasprimento della politica monetaria, si prevede che gli investimenti aumenteranno, sostenuti dalla solidità dei bilanci aziendali e dal dispositivo per la ripresa e la resilienza.

Il mercato del lavoro mantiene un tasso di disoccupazione stabile al 6%. Si prevede che l’occupazione crescerà dell’1,0%, mentre i salari reali torneranno in territorio positivo nel 2024.

La riduzione dei disavanzi pubblici è prevista grazie all’eliminazione delle misure di sostegno di bilancio connesse alla pandemia. Si stima un disavanzo pubblico dell’UE al 3,2% del PIL nel 2023, diminuendo al 2,8% nel 2024 e al 2,7% nel 2025. Il rapporto debito pubblico/PIL nell’UE dovrebbe continuare a ridursi, attestandosi all’83% nel 2023.

Tuttavia, si osserva un aumento dei rischi e dell’incertezza a causa delle tensioni geopolitiche, inclusa la guerra in Ucraina e i conflitti in Medio Oriente. Eventi meteorologici estremi legati al cambiamento climatico sono ulteriori fonti di preoccupazione.

Le previsioni includono per la prima volta la Bosnia-Erzegovina, la Moldova e l’Ucraina, con quest’ultima che mostra una notevole ripresa economica nel 2023 dopo il crollo del 2022 dovuto all’invasione russa.

Il grafico ISPI sulle previsioni di crescita Pil nel 2024

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