Gas: i prezzi vanno alle stelle – E ora quasi 100 mila imprese in Italia rischiano di chiudere

25/08/2022

Continuano a salire a livelli record i prezzi del gas: ieri, all’apertura del mercato, hanno segnato un rialzo a 291 euro al megawattora, poi hanno chiuso con il prezzo in calo a 260 euro rispetto a ieri.
Una situazione che crea grande preoccupazione a imprese e famiglie.
La denuncia arriva da Confesercenti: il rischio è che con il boom dei prezzi, il 10% delle imprese esca dal mercato, si aprla di oltre 90 mila aziende, circa 250 mila posti di lavoro.
Per le imprese – spiega Confesercenti – “ è impossibile gestire aumenti di costi così rilevanti, cui si aggiungono anche quelli delle materie prime alimentari, traslando sui prezzi di vendita gli interi importi. Se nel 2020 e 2021- aggiunge l’associazione – “ un bar spendeva in media 6.700 euro per le bollette di luce e gas, nei prossimi dodici mesi, ipotizzando che gli aumenti attuali restino costanti, lo stesso bar spenderà 14.740 euro. Un aumento del 120% e un’incidenza sui ricavi aziendali che passa dal 4,9% al 10,7%”.
E Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti, rincara la dose: : “In autunno si rischia il collasso. Occorre intervenire in maniera urgente e decisa. È necessario – ha aggiunto in una nota – “ estendere anche alle piccole imprese il credito d’imposta per l’energia elettrica, aumentare le percentuali di credito d’imposta almeno fino al doppio (da 15 a 30 e da 25 a 50 per il gas) e prorogare gli interventi almeno fino al 31 dicembre 2022. Al tempo stesso, bisogna mettere in campo interventi paralleli più significativi, di medio periodo ma realizzabili in tempi relativamente brevi, per la diversificazione delle fonti e favorire con un bonus al 110% gli investimenti di chi può rendersi autonomo attraverso la produzione di energia pulita”.

E Carlo Sangalli, leader del Confcommercio, in un’intervista al “Quotidiano Nazionale”aggiunge :

“Solo un mese fa – ha dichiarato – “Stimavamo, per il 2022, un costo complessivo della provvista energetica delle imprese del terziario nell’ordine dei 24 miliardi di euro, più del doppio rispetto al 2021. Con il recente peggioramento delle condizioni del mercato del gas e dell’elettricità, il nuovo calcolo della bolletta energetica porta a un costo pari a 33 miliardi, tre volte il livello del 2021 e più del doppio rispetto ai 14,9 miliardi del 2019. Insomma, siamo in una fase di vera emergenza che, per alcuni settori del terziario di mercato in particolare, sta diventando veramente drammatica.
Nella media e grande distribuzione alimentare, nel primo semestre dell’anno in corso, registravamo aumenti del costo dell’energia del 100%, che, da luglio, balza a +500%. Le bollette di alberghi, bar e ristoranti sono triplicate rispetto a un anno fa. Nell’autotrasporto, chi ha fatto investimenti su veicoli a gas metano oggi è costretto a fermarli, perché l’aumento dei costi è diventato insostenibile. Senza dimenticare l’impatto dell’aumento dei carburanti che, nonostante la riduzione delle accise, continua ad essere molto elevato con incrementi di circa il 30% per la benzina e del 35% per il gasolio dall’inizio della pandemia a oggi. La crescita inarrestabile dei costi energetici – ha concluso – “ pesa come un macigno sui bilanci delle imprese del terziario. Imprese che spesso lavorano con margini estremamente ridotti, mettendo a serio rischio la prosecuzione delle loro attività. E purtroppo le prospettive per i prossimi mesi sono critiche, in considerazione del protrarsi della guerra in Ucraina e delle minacce di ulteriori restrizioni nelle forniture di gas dalla Russia”.

 

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