Politica

22/09/2022

Guerra in Ucraina – Chi ha condannato l’invasione russa? La votazione all’ONU

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Guerra in Ucraina – Chi ha condannato l’invasione russa? La votazione all’ONU

E’ tornata a riunirsi in presenza l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dopo la pausa forzata causata dalla pandemia: “Siamo molto felici di riavere l’Assemblea Generale in presenza dopo due anni”, sono le parole  del portavoce delle Nazioni Unite Stéphane Dujarric – “la diplomazia dal vivo è fondamentale e insostituibile”.

E il mondo nel frattempo è cambiato: “Il nostro mondo è segnato dalla guerra, martoriato dal caos climatico, avvelenato dall’odio e svergognato dalla povertà, dalla fame e dalle disuguaglianze”, ha evidenziato António Guterres, segretario generale dell’Onu, per cui l’Assemblea “si riunisce in un momento di grande pericolo”, ma i leader riuniti a New York “devono fornire speranza attraverso il dialogo, i dibattiti e piani concreti per superare le divisioni e le crisi”.

La guerra in Ucraina è ovviamenta il tema più importante dell’incontro, dal momento che il conflitto ha creato  una nuova cartografia dei rapporti di potere.

Il nuovo studio di ISPI, Istituto per gli Studi di pOlitica Internazionale fornisce il quadro della situazione: “Da un lato, gli occidentali e i loro alleati, guidati dagli Stati Uniti, potenza in declino ma in prima fila nel sostegno all’Ucraina in un’Europa traumatizzata dal ritorno della guerra. Dall’altro, la Russia, membro permanente del Consiglio di Sicurezza, accusata di aver violato la Carta delle Nazioni Unite invadendo l’Ucraina e che gode dell’appoggio, seppure cauto, della Cina. In mezzo, o comunque in un terzo blocco, i paesi di Asia, Africa, Medio Oriente e Sud America: un gruppo eterogeneo rappresentato dall’India, che non vuole schierarsi e teme per le conseguenze diplomatiche, alimentari ed energetiche della guerra. Una frammentazione venuta a galla già il 3 marzo scorso quando, mentre il Consiglio di Sicurezza era in preda alla paralisi, ben 35 paesi su 193 si erano astenuti dal condannare l’invasione russa in Ucraina. È alla luce di queste mutate geometrie che l’assenza a New York – già di per sé grave – di alcuni leader di primo piano assume contorni ancor più significativi. Russia, India, Cina, Etiopia e Sudafrica non saranno presenti all’Assemblea se non a livello di ministri che, in accordo con il protocollo delle Nazioni Unite, terranno i loro discorsi dopo che tutti i capi di stato e di governo avranno parlato nella sala dell’Assemblea Generale”.

Così scrive la redazione di ISPI che si concentra anche sul ruolo che l’Onu sta avendo in questo difficile momento: “Tra le tante crisi che l’Onu si trova ad affrontare, la più profonda riguarda la sua perdita di centralità. Una crisi che affonda le sue radici ben prima della guerra in Ucraina, e che ha portato molti a chiedere a gran voce una riforma dell’Organizzazione. “In molte, molte occasioni, dall’Afghanistan alla Siria e ultimamente l’Ucraina – osserva Foreign Policy – le Nazioni Unite hanno dimostrato di non avere il peso politico adeguato per realizzare le idee del suo statuto originale”. Oggi anche il Global Times invoca “un ritorno al vero multilateralismo” per poi invitare l’Assemblea Generale a essere “una piattaforma in cui tutti i membri possono comunicare su un piano di parità e comprensione reciproca”, piuttosto che “uno strumento degli Stati Uniti”. Alcune riforme proposte finora includono l’aggiunta di nuovi membri permanenti, come India e Giappone, al Consiglio di sicurezza, o la limitazione del numero di veti a cui uno qualsiasi degli attuali cinque membri permanenti – Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti – può ricorrere. “Tutti vogliono la riforma. Non c’è un paese al mondo che non dica di ritenere che le Nazioni Unite debbano cambiare e mettersi al passo con una realtà che è cambiato, osserva Richard Gowan. “Ma ognuno ha la propria visione di come dovrebbe essere la riforma delle Nazioni Unite”.

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