In Italia le tasse hanno raggiunto livelli record – La pressione fiscale sfiora il 44%

16/11/2022

In Italia le tasse raggiungono livelli record – La pressione fiscale sfiora il 44%

La pressione fiscale nel nostro Paese (data dal rapporto tra le entrate fiscali e il Pil) ha raggiunto il livello record del 43,8%. E’ quanto evidenzia  l’ufficio studi della CGIA.

Un record storico non riconducibile all’aumento della tassazione su famiglie e imprese, ma, spiega la CGIA, da 3 diversi fattori, che interagiscono fra di loro: il forte aumento dell’inflazione, che ha fatto salire le imposte indirette; il miglioramento economico e occupazionale avvenuto nella prima parte dell’anno, che ha favorito la crescita delle imposte dirette; l’ introduzione nel biennio 2020-2021 di molte proroghe e sospensioni dei versamenti tributari, agevolazioni che sono state cancellate per il 2022.

Così puntualizza l’ufficio studi della CGIA, ripreso dal sito Wallstreetitalia: “Oltre a queste tre specificità va altresì considerato che a partire da marzo di quest’anno le famiglie italiane percepiscono l’assegno unico, misura che ha sostituito le “vecchie” detrazioni per i figli a carico. Questa novità (a parità di condizioni) ha delle evidenti implicazioni sul calcolo della pressione fiscale. Se le detrazioni riducevano l’IRPEF da versare al fisco, la loro abolizione ha incrementato il gettito fiscale complessivo annuo di circa 8,2 miliardi di euro. Ricordiamo che, ora, le risorse per erogare l’assegno unico vengono contabilizzate nel bilancio statale come uscite. In termini assoluti, infine, segnaliamo che secondo i dati resi noti nei giorni scorsi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (gennaio- settembre 2022), le entrate erariali, rispetto allo stesso periodo del 2021, sono cresciute di 37 miliardi di euro: di cui 5,5 miliardi di Irpef, 8,9 miliardi di Ires e 17,8 miliardi di IVA”.

L’Italia si conferma ai vertici  in Europa per pressione fiscale

“Quando si analizza la pressione fiscale degli altri Paesi dell’Ue – spiega Wallstreetitalia – “per ragioni di omogeneità dei dati si deve far riferimento alla pressione fiscale ufficiale. Infatti, le regole che impongono di registrare come maggiore spesa e non come minore entrata molti sgravi fiscali e sovvenzioni, come ad esempio l’assegno unico per i figli a carico, sono uguali per tutti i Paesi. Detto ciò, gli ultimi dati a disposizione riferiti al 2021, ci dicono che nell’Ue a 27 l’Italia è al quinto posto. Solo Danimarca (49% del Pil), Francia (47%), Belgio (45,4%) e Austria (43,6%) presentano un carico fiscale superiore al nostro (43,4% del Pil). Se in Germania il carico fiscale è 42,3%, in Spagna è al 38,8% e in Irlanda (paese che registra il livello più basso di tutta Ue) è addirittura al 21,7%”.

 

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