USA: Il debito pubblico americano ha superato il 100% del PIL – E’ la prima volta dal dopoguerra

07/05/2026

Per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale, il debito pubblico degli Stati Uniti ha superato la soglia simbolica del 100% del Prodotto interno lordo. Alla fine di marzo 2026 il debito detenuto dal pubblico ha raggiunto quota 31.265 miliardi di dollari, superando leggermente il valore del PIL registrato nei dodici mesi precedenti, pari a 31.216 miliardi. Il rapporto debito/PIL si è quindi attestato al 100,2%, in crescita rispetto al 99,5% rilevato pochi mesi prima.

Gli esperti ritengono che il dato sia destinato a peggiorare nei prossimi anni, perché il governo federale continua a registrare deficit molto elevati, vicini al 6% del PIL. In pratica Washington spende stabilmente più di quanto incassa: per ogni dollaro di entrate ne vengono utilizzati circa 1,33. Il disavanzo previsto per quest’anno sfiora i 1.900 miliardi di dollari e potrebbe aumentare ulteriormente in base all’andamento dell’economia, alle spese militari e agli effetti delle politiche commerciali e fiscali adottate dall’amministrazione americana.

Il superamento della soglia del 100% non rappresenta un collasso immediato dell’economia statunitense, ma viene considerato un segnale importante della crescente pressione sui conti pubblici. Gli Stati Uniti mantengono ancora un vantaggio rispetto ad altri Paesi fortemente indebitati, come Italia, Grecia, Francia o Giappone, grazie al ruolo centrale del dollaro nell’economia mondiale e alla fiducia degli investitori nei titoli di Stato americani. Tuttavia anche questo margine di sicurezza, secondo molti analisti, non è infinito.

Il rapporto debito/PIL è uno degli indicatori principali usati dagli economisti per misurare la sostenibilità finanziaria di uno Stato. Quando il debito cresce troppo, aumenta anche la vulnerabilità rispetto ai rialzi dei tassi d’interesse. Attualmente circa un settimo della spesa federale americana viene assorbito dal pagamento degli interessi sul debito. Secondo le stime del Congressional Budget Office, un incremento dei tassi anche minimo potrebbe costare centinaia di miliardi di dollari aggiuntivi nell’arco di dieci anni.

Gli Stati Uniti avevano già oltrepassato temporaneamente il 100% del PIL durante la pandemia del Covid-19, quando il governo aveva aumentato enormemente la spesa pubblica per sostenere famiglie e imprese. In quel caso però il fenomeno era legato a una situazione eccezionale e si era successivamente ridimensionato con la ripresa economica. Oggi invece le cause del deficit vengono considerate strutturali e quindi più difficili da correggere.

Le previsioni del Congressional Budget Office indicano che il rapporto debito/PIL potrebbe superare il record storico del 106,3%, registrato nel 1946, già entro il 2029. Le stime di lungo periodo sono ancora più preoccupanti: il debito potrebbe arrivare al 120% del PIL nel 2036 e addirittura al 156% entro il 2055, a meno di interventi drastici su tasse e spesa pubblica.

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