Microsoft vuole lo sbalorditivo chatbot Chat GPT – L’affare fa tremare Google, ecco perché

19/01/2023

Microsoft vuole lo sbalorditivo chatbot Chat GPT – L’affare fa tremare Google, ecco perché

Microsoft ha confermato di essere particolarmente interessata alla tecnologia di OpenAI, lo sviluppatore che sta dietro il bot di intelligenza artificiale Chat GPT. Ed è per questo che Microsoft si è dimostrata particolarmente interessata alla sua tecnologia.

Continuerebbe infatti la trattativa fra Microsoft e OpenAI, con un investimento da 10 miliardi di dollari nell’azienda alla base del popolare chatbot Chat GPT. L’operazione porterebbe il valore di OpenAI a circa 29 miliardi di dollari.

Ecco cosa prevede la bozza di accordo

“L’accordo – spiega il sito Wallstreetitalia.com che fa il quadro della situazione – “fa parte di un round di finanziamento con altri investitori e secondo quanto riferito, Microsoft otterrà una quota del 75% dei profitti di OpenAI fino a quando non recupererà il denaro investito, dopodiché l’azienda assumerà una partecipazione del 49% in OpenAI, altri investitori che prendono un altro 49% e la società madre no-profit di OpenAI che riceve il 2%. C’è anche un tetto massimo di profitto che varia per ogni gruppo di investitori ma i termini e l’importo dell’investimento potrebbero cambiare e l’accordo potrebbe anche non andare in porto. Da diverse settimane il mondo tecnologico è in fermento per Chat GPT. Lo strumento di intelligenza artificiale è un modello di elaborazione del linguaggio naturale, ovvero è progettato per generare testo che sembri scritto da un essere umano. A progettarlo è stata OpenAI, un’organizzazione senza scopo di lucro che svolge ricerche nel campo dell’intelligenza artificiale allo scopo di promuovere e sviluppare soluzioni user-friendly che possano portare reali benefici per l’intera umanità”.

“OpenAI – scrive ancora Wallstreetitalia.com – “è stata co-fondata nel 2015 da grandi figure tecnologiche – tra cui il capo di Tesla Elon Musk, il co-fondatore di PayPal Peter Thiel e l’investitore Sam Altman – per sviluppare un’IA “sicura”. Tra i suoi primi finanziatori: Sequoia Capital, Tiger Global Management e Andreessen Horowitz. La scorsa settimana il “Wall Street Journal” ha riportato che Chat GPT stava permettendo ai dipendenti e ai primi investitori di vendere le proprie azioni a una valutazione di 29 miliardi di dollari. “The Information” ha riferito in ottobre che Microsoft, che ha investito 1 miliardo di dollari in contanti e crediti cloud in OpenAI nel 2019, era in trattative per aumentare la sua partecipazione. Microsoft sembrerebbe interessata a integrare la tecnologia di OpenAI su Bing e sulle app del pacchetto Office, ma le realtà coinvolte non hanno ancora commentato sulle voci emerse in questi giorni. Google trema. Il browser Bing di Microsoft detiene solo una piccola quota del mercato globale dei motori di ricerca, ma spera che l’accordo possa aiutare l’azienda a scalfire il dominio di Google, offrendo funzionalità di ricerca più avanzate. A dicembre, Morgan Stanley ha pubblicato un rapporto che valutava se realmente Chat GPT potesse essere una minaccia per Google. Brian Nowak, analista principale della banca su Alphabet, ha scritto che i modelli linguistici potrebbero conquistare quote di mercato “e sconvolgere la posizione di Google come punto di ingresso per le persone su Internet”.

29 miliardi di dollari, la valutazione è importante

“29 miliari di dollari – conclude Wallstreetitalia.com – ” sono una valutazione importante per OpenAI, un’azienda che non ha ancora definito il proprio modello di business, e 10 miliardi di dollari sono un prezzo elevato per gli azionisti di Microsoft. Se OpenAI riuscirà a guadagnare su prodotti come ChatGPT e lo strumento di creazione di immagini Dall-E, Microsoft riceverà il 75% dei profitti fino a quando non recupererà l’investimento iniziale. Al di là dei rischi e delle ricompense finanziarie per Microsoft, il premio più grande è la possibilità di lavorare a fianco di OpenAI nello sviluppo della tecnologia su Microsoft Cloud, il che pone immediatamente Microsoft in prima linea in quella che potrebbe essere la tecnologia di consumo più importante del prossimo decennio”.

 

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