
Milano – Arrestato insegnante della scuola Teulié. L’accusa: “violenza sessuale e abusi”
Un docente di 48 anni della scuola militare Teulié di Milano è stato raggiunto da un provvedimento di arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine che lo vede accusato di “violenza sessuale e abusi”, oltre che di concussione e maltrattamenti nei confronti di almeno sette studenti. Secondo gli inquirenti, l’insegnante avrebbe approfittato del proprio ruolo per esercitare pressioni psicologiche e ottenere comportamenti non voluti da parte di alcuni allievi.
Nell’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari si evidenzia come l’uomo, anche “dopo aver saputo di essere sottoposto a indagine ed essendo perfettamente conscio dell’illegittimità del suo comportamento, ha cercato di inquinare le prove arrivando a chiedere a degli studenti” di “mentire ai magistrati requirenti”. Un comportamento che, secondo l’accusa, dimostrerebbe il tentativo di ostacolare il lavoro degli investigatori e di alterare il quadro probatorio.
Dalle oltre venti pagine del provvedimento emerge inoltre che alcuni ragazzi sarebbero stati “costretti” a tollerare determinate situazioni per paura delle conseguenze scolastiche. Il professore avrebbe infatti fatto credere agli studenti di poterli “ostacolati” “nell’esame e nel conseguimento della maturità”, sfruttando il timore di una possibile bocciatura come strumento di pressione. Non a caso, tra le accuse formulate dagli investigatori vi è anche quella secondo cui “Minacciava gli alunni di bocciatura”.
“L’inchiesta – spiega la redazione di Rai Lombardia – ” è scattata dopo le dichiarazioni rese lo scorso marzo da uno degli allievi “ai suoi superiori”. Uno studente ha raccontato a verbale di aver “percepito” una “richiesta” del docente come “una velata minaccia” e il fatto che poteva “venire meno il suo sostegno scolastico”. E ancora: “Io non vado molto bene a scuola – ha detto il ragazzo – e quindi potrei rischiare la bocciatura”. Un altro ha spiegato che il prof avrebbe potuto “assumere un atteggiamento ostile”, se non sottostava alle sue richieste. L’insegnante dava anche soldi ai ragazzi, dai 100 ai 300 euro, sempre stando agli atti, e chiedeva in alcuni casi anche di inviargli “fotografie erotiche”. Su Telegram scriveva: “mi mandi una fotina?”. Un alunno ha raccontato di essere rimasto “pietrificato” durante un abuso. Due studentesse hanno messo a verbale che, “pur non avendo mai assistito direttamente” alle violenze “nei confronti dei compagni maschi” sapevano dei “netti favoritismi” nei confronti di alcuni allievi. La giudice mette in rilievo tutte le “condotte sessualmente violente e manipolatorie nei confronti di un significativo numero di studenti”.