
Milano è la città in Italia dove si pagano più tasse – I Milanesi versano il doppio di Irpef rispetto alla media nazionale: i dati da record
Milano è la città in Italia in cui si versa più Irpef. Nel 2024, secondo i dati dell’Ufficio studi della Cgia, ogni contribuente del capoluogo lombardo e degli altri 133 Comuni della Città Metropolitana ha pagato in media 9.066 euro di Irpef, contro i 5.788 euro della media nazionale. La differenza è di 3.278 euro a contribuente, pari a circa il 57% in più: non il doppio esatto, ma un importo decisamente superiore al dato italiano.
Il divario emerge anche dal confronto con le altre città. Roma si colloca al secondo posto con una media di 7.536 euro, cioè 1.530 euro in meno rispetto all’area milanese. Seguono Monza e Brianza con 7.100 euro, Bolzano con 6.975 e Bologna con 6.846 euro. Anche Lecco figura tra i territori con redditi e versamenti fiscali elevati.
I motivi
La spiegazione principale è legata al sistema fiscale progressivo: all’aumentare del reddito cresce, in generale, anche l’imposta dovuta. Milano registra infatti un reddito complessivo medio dichiarato di 34.803 euro, il più alto tra le province italiane considerate dalla classifica. Seguono Bologna con 30.686 euro e Monza e Brianza con 30.578 euro.
All’opposto, nelle province con redditi medi più bassi si pagano meno imposte. A Ragusa l’Irpef media è di 3.689 euro, mentre nel Sud Sardegna raggiunge 3.743 euro, a Vibo Valentia 3.836 e a Crotone 3.867 euro.
Il maggiore prelievo fiscale nell’area milanese è strettamente collegato ai redditi più elevati.
Gli importi indicano medie per contribuente e non significano che ogni residente paghi la stessa cifra: l’Irpef effettiva varia in base al reddito individuale e alle condizioni fiscali personali.
In Italia sono quasi 43 milioni le persone che versano l’Irpef. La categoria più numerosa è quella dei lavoratori dipendenti, con 24,1 milioni di contribuenti, seguita dai pensionati, che sono 14,5 milioni.
Nel frattempo, la pressione fiscale nazionale è prevista al 43% nel 2026, in crescita rispetto al 42,9% dell’anno precedente. Secondo la Cgia, l’aumento dipende anche dall’incremento degli occupati, dai rinnovi contrattuali e dal maggiore contributo di banche, assicurazioni e grandi imprese. Le misure fiscali introdotte negli ultimi anni avrebbero comunque ridotto di oltre 33 miliardi di euro il carico su famiglie, autonomi e microimprese.