
Milano – Ingresso monumentale in via Paolo Sarpi: una valanga di ‘No’ dai residenti, l’87% è contrario: “Non vogliamo un quartiere luna park».
È forte la contrarietà degli abitanti di via Paolo Sarpi e delle strade limitrofe alla possibile realizzazione di un Paifang, il tradizionale portale monumentale cinese previsto all’ingresso della zona. La consultazione promossa dalle associazioni ViviSarpi e SarpiDoc ha raccolto 1.204 voti contrari e appena 182 favorevoli. In base ai risultati, l’87% dei residenti coinvolti non approva il progetto.
La raccolta delle adesioni è stata effettuata per circa un mese, attraverso incontri nei negozi e nei condomini. Le realtà promotrici chiedono ora al Comune di Milano di organizzare un confronto con tutti i soggetti interessati, comprese le attività commerciali e le botteghe storiche che si sono già espresse contro l’iniziativa.
Palazzo Marino, intanto, ha prorogato fino al 16 dicembre il termine del bando per individuare chi si occuperà della progettazione, del finanziamento e della costruzione dell’opera. La decisione finale sulla sua effettiva realizzazione spetterà comunque all’amministrazione comunale. Anche il Consiglio del Municipio 1 ha approvato all’unanimità una mozione per avviare un dialogo sul tema.
Tra le principali preoccupazioni degli abitanti c’è il rischio che il monumento diventi un’ulteriore attrazione turistica, aumentando l’afflusso di visitatori, i rifiuti e i disagi legati alla movida. Durante alcune iniziative sono stati registrati fino a 14mila visitatori in una giornata, mentre nei fine settimana la quantità di rifiuti raccolti supererebbe le sei tonnellate. Da qui la paura di trasformare la zona in un «quartiere Luna Park».
L’idea del portale risale all’Expo 2015 e punta a valorizzare la presenza della comunità cinese a Milano. Ma secondo diversi residenti, Sarpi rappresenta un’identità culturale condivisa, non esclusivamente cinese. Le associazioni propongono quindi di destinare eventuali finanziamenti privati al sostegno delle realtà culturali cinesi già presenti sul territorio, chiedendo al Comune di mettere a disposizione spazi come la Fabbrica del Vapore.