Ricchezza, in Italia la metà è in mano al 5% delle famiglie – E aumenta ancora il patrimonio dei ricchi. Lo studio

18/03/2024

Ricchezza, in Italia la metà è in mano al 5% delle famiglie – E aumenta ancora il patrimonio dei ricchi. Lo studio

Un recente studio della Banca d’Italia ha esaminato la distribuzione della ricchezza in Italia utilizzando l’indice di Gini come misura di disuguaglianza.

Si amplia la forbice fra ricchi e poveri

Tra il 2010 e il 2016, l’indice è aumentato da 0,67 a 0,71, indicando una marcata concentrazione di ricchezza. Nel 2022, il 5% delle famiglie più ricche possedeva il 46% della ricchezza netta totale, rispetto al 40% nel 2010.

Le differenze nella composizione del patrimonio tra i più ricchi e i più poveri riflettono una varietà di asset: mentre le famiglie agiate possiedono prevalentemente attività finanziarie, come azioni e polizze, i meno abbienti contano principalmente sul valore delle loro case. Questo si traduce in una maggiore volatilità patrimoniale per i poveri quando il mercato immobiliare subisce svalutazioni.

Le famiglie povere italiane possono comunque contare su un patrimonio superiore a quelle tedesche, in gran parte grazie alla maggiore proprietà immobiliare.

Le statistiche mostrano che la proprietà immobiliare è diffusa in Italia e in Spagna, dove la maggioranza delle famiglie possiede una casa di proprietà, rendendo i poveri spagnoli tra i più “ricchi” d’Europa in termini di patrimonio netto.

In Italia il divario tra ricchi e poveri si è ampliato negli ultimi anni a causa delle differenze nell’accesso e nella gestione degli investimenti e dei beni, con le persone a reddito basso che possiedono principalmente asset a basso rendimento.

I dati evidenziano una disuguaglianza persistente, riflesso anche nel trattamento fiscale, con le tasse sui grandi patrimoni che rappresentano solo il 5,5% delle entrate fiscali totali secondo l’OCSE.

 

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