
In Cina una sentenza storica: le aziende non possono licenziare i dipendenti per sostituirli con l’Intelligenza Artificiale. la decisione del Tribunale
Una sentenza storica in Cina sul rapporto tra intelligenza artificiale e lavoro. Il Tribunale popolare intermedio di Hangzhou ha confermato l’illegittimità del licenziamento di un dipendente, indicato come Zhou, dopo che l’azienda aveva automatizzato con sistemi di IA alcune delle attività che svolgeva.
La vicenda è nata quando alla risorsa, impegnata nel controllo qualità, è stato proposto un nuovo incarico con una forte riduzione dello stipendio: da 25.000 a 15.000 yuan al mese. Di fronte al rifiuto del lavoratore, la società ha proceduto con il licenziamento, sostenendo che il contratto non potesse più essere eseguito nelle condizioni originarie.
I giudici hanno però considerato l’introduzione dell’intelligenza artificiale una scelta organizzativa dell’impresa e non un evento inevitabile capace, da solo, di giustificare la fine del rapporto. Secondo la decisione, prima di arrivare al licenziamento l’azienda avrebbe dovuto valutare alternative come una diversa assegnazione delle mansioni, un percorso di formazione o una soluzione economica adeguata.
Il caso assume particolare rilievo perché arriva da Hangzhou, città che punta fortemente sullo sviluppo dell’IA. La pronuncia non stabilisce che un dipendente non possa mai essere licenziato quando la tecnologia cambia il suo lavoro, ma richiama le aziende alla responsabilità delle proprie decisioni: automatizzare un’attività resta una scelta manageriale e comporta conseguenze anche sul piano occupazionale.
La questione interessa anche l’Europa e l’Italia, dove esistono già norme e orientamenti giurisprudenziali che impongono, in determinate situazioni, di verificare la possibilità di ricollocare il lavoratore prima del licenziamento. Il caso cinese potrebbe quindi diventare un riferimento nel dibattito internazionale su come distribuire i costi della trasformazione digitale.
Il punto centrale resta aperto: mentre l’IA modifica rapidamente mansioni e processi produttivi, il diritto del lavoro deve stabilire fino a che punto l’innovazione possa incidere sull’occupazione e quali responsabilità debbano restare in capo a chi decide di introdurla.