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Milano

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08/05/2022

Donne in difficoltà: lavoro e famiglia restano un’alternativa inconciliabile

Altro che Festa della Mamma, per le donne madri lavoratrici c'è ancora poco da sorridere

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In questi giorni, torna alla ribalta un tema assai caro per le donne italiane. L’intervista della stilista bolognese Elisabetta Franchi ha riacceso i riflettori sulla condizione critica in cui versa la maggior parte delle madri italiane rispetto a lavoro. L’imprenditrice ha raccontato schiettamente la sua scelta di business e le motivazioni che la spingono ad assumere donne “anta”, così da non avere più pensieri e imprevisti relativi a maternità, gravidanza, figli piccoli. La cura della famiglia assorbe il tempo di una mamma a tal punto che la sua presenza sul posto di lavoro viene considerata instabile e poco affidabile per poterle associare cariche di responsabilità. Questo almeno sarebbe un’estrema sintesi delle idee espresse che hanno infiammato la polemica nei confronti della stilista e di chi ragiona in questo modo.

I dati d’altronde parlano chiaro e confermano un quadro estremamente critico per le donne mamme e lavoratrici. Una recente ricerca di Save the Children ha raccolto un po’ di numeri significativi rispetto a questo tema. L’indagine ha coinvolto circa 6 milioni di madri equilibriste, così sono state definite, che si dividono tra vita familiare e lavorativa, spesso senza supporto e con un carico di cura, aggravato dalla pandemia. Tra queste sono più di 30mila le donne con figli che hanno rassegnato le dimissioni sul posto di lavoro. Sul totale delle motivazioni indicate nelle convalide, quella più frequentemente segnalata continua ad essere la difficoltà di conciliazione della vita professionale con le esigenze di cura dei figli.

Le regioni del Nord si confermano essere quelle in cui è un pochino più semplice essere una donna madre lavoratrice; quelle del Sud hanno più ostacoli ma ci sono dei piccoli segnali di miglioramento per quanto riguarda i servizi dedicati alla prima infanzia. Il rapporto di Save the Children quantifica altri dati inquietanti: il 42,6% delle mamme tra i 25 e i 54 anni non è occupata e il 39,2% con due o più figli minori è in contratto part-time. Solo poco più di un contratto a tempo indeterminato su 10 attivato è a favore delle donne nel primo semestre 2021.

Altro che Festa della Mamma, per le donne madri e lavoratrici c’è ancora poco da sorridere e tanto da fare per trovare la giusta integrazione tra due dimensioni, quella lavorativa e quella famigliare, che per tante donne e mamme risultano inconciliabili. Parlo per esperienza diretta.

E.F.M.

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