
Garlasco – “Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi perché ha rifiutato le sue avance. Almeno 12 colpi sul cranio e al volto”. Lui replica all’accusa: “Movente assurdo”. Cosa ha detto
Nuovi sviluppi nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco: la Procura di Pavia ha delineato una ricostruzione diversa del delitto, indicando Andrea Sempio come unico responsabile al posto di Alberto Stasi.
Nella versione degli inquirenti, l’aggressione sarebbe iniziata con una colluttazione, seguita da numerosi colpi inferti con un oggetto contundente, soprattutto alla testa. Dopo essere caduta, la vittima sarebbe stata trascinata verso la cantina e colpita nuovamente, anche mentre tentava di reagire. Una volta priva di sensi, il corpo sarebbe stato spinto lungo le scale, dove sarebbero stati sferrati ulteriori colpi, fino a provocare lesioni mortali. L’azione viene descritta come particolarmente violenta e aggravata dalla crudeltà, con almeno dodici ferite tra cranio e volto. Il movente ipotizzato è di natura personale: un rifiuto che avrebbe generato risentimento e odio.
Sempio respinge però con decisione le accuse e definisce l’ipotesi investigativa “Movente assurdo”, sostenendo di non avere alcun legame tale da giustificare una simile ricostruzione. I suoi legali attendono di esaminare gli atti completi e contestano anche l’introduzione dell’aggravante della crudeltà, non applicata nella precedente condanna.
“Andrea Sempio – riporta Rainews24 – “non riesce “a capacitarsi” anche “di questo movente sessuale” e ripete “ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso sociale, non si capisce da dove deducano un movente sessuale”, dato che lui, poi, “non la frequentava, non la vedeva spesso, anzi, quando lui andava in casa, Chiara Poggi era a lavorare”. Così l’avvocata Angela Taccia, che assiste il 38enne col legale Liborio Cataliotti, riporta il pensiero del nuovo indagato nell’inchiesta pavese”.
Nel frattempo, la difesa di Stasi valuta una possibile revisione del processo, mentre emergono dubbi anche da parte dei consulenti della famiglia Poggi. In particolare, vengono messe in discussione alcune dinamiche descritte dalla Procura, come il presunto trascinamento del corpo sulle scale, che non troverebbe riscontro nelle tracce rilevate sulla scena del crimine.
Il quadro resta quindi incerto e controverso: da un lato una nuova ipotesi accusatoria molto dettagliata, dall’altro le forti contestazioni delle difese e dei consulenti, che evidenziano incongruenze rispetto agli elementi materiali raccolti all’epoca.