La Bce alza i tassi di interesse al 2,25%. E’ la prima volta in 3 anni – Ecco come tutelarsi

12/06/2026

La Banca Centrale Europea ha deciso di intervenire nuovamente sul costo del denaro, aumentando i tassi di interesse di 0,25 punti percentuali. Si tratta del primo rialzo da quasi tre anni e arriva in un contesto segnato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dal conseguente aumento dei prezzi energetici. Con la decisione assunta dal Consiglio direttivo, il tasso sui depositi passa dal 2% al 2,25%, mentre salgono anche i tassi sulle operazioni di rifinanziamento e sui prestiti marginali.

Nel comunicato ufficiale, l’istituto di Francoforte ha spiegato che “La decisione di aumentare i tassi è solida” e coerente con l’obiettivo di riportare l’inflazione al 2% nel medio periodo. La guerra in corso e le ripercussioni sui mercati dell’energia hanno infatti modificato le prospettive economiche dell’Eurozona, costringendo la Bce a rivedere le proprie stime.

Le nuove previsioni indicano un’inflazione media del 3% nel 2026, superiore alle attese formulate nei mesi scorsi. Contestualmente, la crescita economica è stata rivista al ribasso: il Pil dell’area euro dovrebbe aumentare dello 0,8% nel 2026, dell’1,2% nel 2027 e dell’1,5% nel 2028. Secondo la banca centrale, il rincaro dell’energia continuerà a esercitare pressioni sui prezzi di beni, servizi e alimentari, mentre l’incertezza legata al conflitto potrebbe frenare consumi e investimenti.

Durante la conferenza stampa successiva alla riunione, la presidente Christine Lagarde ha sottolineato che “quanto più dura la guerra in Medio Oriente” maggiori saranno i rischi per l’economia europea. Ha inoltre avvertito che “l’aumento dei prezzi dell’energia spingerà ulteriormente l’inflazione durante l’estate e la manterrà ben al di sopra dell’obiettivo nella prima metà del 2027”. Secondo Lagarde, soltanto nella seconda parte del 2027 l’inflazione potrebbe tornare in linea con il target fissato dalla Bce.

La presidente ha anche precisato che “La decisione che abbiamo preso oggi di aumentare di 25 punti base i nostri tre tassi di interesse è stata una decisione unanime e senza riserve”, evidenziando come all’interno del Consiglio non siano emerse proposte alternative. Pur definendo il provvedimento non particolarmente aggressivo, ha spiegato che si tratta di un segnale necessario per contrastare le nuove spinte inflazionistiche.

L’aumento dei tassi avrà effetti immediati soprattutto sui mutui a tasso variabile e sui prestiti indicizzati, con rate destinate a crescere. Chi possiede un mutuo a tasso fisso non subirà variazioni, mentre per chi deve accendere un nuovo finanziamento sarà fondamentale confrontare più offerte e valutare con attenzione la sostenibilità delle rate. Anche sul fronte degli investimenti il nuovo scenario richiederà maggiore prudenza, soprattutto per chi detiene obbligazioni a lunga scadenza, più sensibili alle oscillazioni dei tassi di interesse.

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