L’Euro ancora sotto la parità con il dollaro – Ecco cosa cambia per gli investitori

22/09/2022

L’Euro ancora sotto la parità con il dollaro – Ecco cosa cambia per gli investitori

Continua la crescita del dollaro contro contro l’euro, sceso oltre il 13% dall’inizio del 2022 e adesso di nuovo sotto la parità (a 0,99 dollari).

L’euro per qualche tempo è risalito oltre la parità, ma resta in difficoltà a fronte della prospettiva di una Federal Reserve più aggressiva della Banca Centrale Europea.

Ma l’euro  può considerarsi una buona opportunità di investimento? Il sito specializzato milanofinanza.it fa il punto della situzione, con un interessante articolo di Rossella Savojardo:

“Secondo gli esperti di Jp Morgan, a seguito del deprezzamento nei confronti del biglietto verde, “l’euro si presenta particolarmente conveniente sulla base del valore equo, a fronte dei parametri di misurazione della parità del potere di acquisto”. Nonostante ciò, il rincaro dei prezzi dell’energia rende la moneta unica ancora poco appetibile in ottica di investimento – spiega Savojardo, che aggiunge:

“I prezzi del gas hanno continuato a toccare nuovi massimi storici, superando il +315% nel corso del 2022. Nonostante da fine agosto abbiano iniziato a calare, non è ancora possibile determinare se tale tendenza sia sostenibile, poiché l’avvicinarsi dei mesi invernali rischia di spingere l’euro ancor più lontano dal suo valore equo”, spiegano gli esperti di Jp Morgan. A far da contrappeso è la prosecuzione della stretta monetaria da parte della Bce che “potrebbe determinare un avvicinamento fra i tassi di riferimento in Europa, dove Francoforte potrebbe trovarsi ancora nella necessità di raffreddare l’inflazione, e quelli negli Stati Uniti, dove la Federal Reserve dispone di margini sufficienti per ridurre i tassi di riferimento nel caso in cui l’economia dovesse rallentare”. “Un simile sviluppo”, continuano da Jp Morgan, “favorirebbe un apprezzamento della moneta unica”.

I prezzi dell’energia influenzeranno l’apprezzamento dell’euro:

“I fattori a sostegno di un possibile apprezzamento dell’euro sono numerosi – spiga milanofinanza.it – “L’area euro non applica più tassi di riferimento negativi e questo potrebbe incentivare un ritorno degli investitori ai mercati del debito”, spiegano infine da Jp Morgan, il posizionamento corto degli investitori sulla moneta unica è verosimilmente eccessivo e le valutazioni sono estremamente basse”. Nonostante queste evidenze, con l’approssimarsi della stagione invernale, gli analisti credono che i prezzi dell’energia resteranno il fattore determinante per l’euro nel breve termine. Per vedere dunque la moneta unica apprezzarsi sarà prima necessario che i prezzi energetici calino e ritornino al di sotto dei livelli raggiunti durante il corso dell’anno”.

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