Tassi, prosegue la stretta: la Bce li alza di altri 50 punti base. Lo studio ISPI

19/12/2022

Tassi, prosegue la stretta: la Bce li alza di altri 50 punti base

La Bce ha alzato i tassi di interesse di altri 50 punti base. Una stretta che continuerà e dai primi mesi del 2023 marzo inizierà anche una riduzione dei titoli in portafoglio.

Si tratta di una duplice mossa che – spiega ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale – “ricalca la strategia della Fed. E se negli Usa la politica monetaria aggressiva sembra pagare (l’inflazione di novembre è scesa a 7,1% dal 9% di giugno), sull’altra sponda dell’Atlantico il ritorno al target del 2% sembra ancora lontano (forse nel 2025), con Paesi come l’Ungheria che a novembre hanno fatto segnare un +23% e prevedono picchi ancora più alti (+27%) nel 2023”.

“Oltre al rischio di recessione – aggiunge L’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, nella sua nuova analisi – ” in Europa a preoccupare è anche il nuovo quantitative tightening, ovvero la riduzione dello stock di titoli di stato detenuti dalla Bce. Annunciata ieri, l’operazione è mal vista dai paesi più indebitati (come l’Italia, dove lo spread oggi ha toccato i 220 punti), che dovranno ora collocare il nuovo debito sui mercati senza l’aiuto della banca centrale. Un meccanismo, ridurre la liquidità per alzare i tassi, che la Fed utilizza già da un anno. Ma che in Europa potrebbe avere conseguenze spiacevoli sugli oneri di finanziamento dei paesi più indebitati. Paesi che, fra la recessione alle porte e l’aumento del debito pubblico degli anni di pandemia, devono ora fare i conti con il rischio di una nuova crisi del debito.

“Alla Bce non sembra restare che una via: annunciare pugno duro contro l’inflazione, ma tenendosi sempre pronta a rilassare la politica monetaria in caso di eccessivi contraccolpi sull’economia reale. Christine Lagarde lo ha detto: “i tassi d’interesse dovranno ancora aumentare significativamente”. E l’attesa è che in cantiere ci siano rialzi di almeno altri 100 punti base. Il che porterebbe l’Eurozona su tassi (3,5%) comunque più bassi di quelli Fed attuali (4,5%), ma con una tempistica ben diversa. Dopo lo sprint della Fed – conclude l’Ispi – ” la Bce sembra prepararsi a una maratona. L’economia terrà il passo?”

La tabella sui Tssi di riferimento in Usa, Ue e Uk, elaborata da Ispi

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