Consumi: netto calo per il settore abbigliamento-accessori. Cresce la ristorazione e il non-food

20/01/2023

Consumi: netto calo per il settore abbigliamento-accessori. Cresce la ristorazione e il non-food

I dati sono stati diffusi dall’Osservatorio consumi Confimprese-Jakala e spiegano come il mercato nel 2022 abbia chiuso con un +1,4% contro 2021, ma i settori merceologici mostrano grande variabilità. pesa l’importante decremento pari a -13,8% sul settore abbigliamento-accessori, forse anche a causa dei periodi promozionali (Black friday e saldi) che hanno compresso le vendite di dicembre. Sono positivi invece i risultati per la ristorazione che cresce nel mese di dicembre 2022 del +17,2% vs dicembre 2021.

I canali di vendita.

“I centri commerciali – spiega la pagina di Economia di repubblica – ” soffrono e chiudono il mese di dicembre a -3,3% vs 2021 a differenza delle vie dello shopping cittadino che registrano un incoraggiante +12,4% e, addirittura, un positivo +0,9% rispetto all’anno 2019. Un segno, quest’ultimo, della ritrovata attrattiva dei centri città, anche in virtù della corsa agli acquisti di Natale. Guardando alle aree geografiche, l’analisi evidenzia come il Centro mostri gli andamenti più dinamici, chiudendo ben oltre la media di mercato a +5,6%. In netto calo il Sud (-4,4%), a differenza del Nord che registra un +2,9%. Lazio la regione migliore, Marche e Puglia le peggiori. Quanto alle città di provincia, Firenze chiude a +10,4%, mentre i peggiori andamenti si riscontrano ad Agrigento.

“Tuttavia, per il 2022 – si legge ancora sulle pagine di Economia di repubblica – ” si è reso necessario procedere al raffronto con il 2019, in quanto il primo quadrimestre 2021 era ancora soggetto a forti restrizioni dovute alla pandemia e pertanto non confrontabile in termini di numeriche. Il totale mercato 2022 rispetto a quello del 2019 è ancora negativo a -6,3%. Quanto ai settori merceologici da segnalare abbigliamento-accessori ancora in forte sofferenza, con un gap pari a -16,8%. Più stabile la situazione per il retail non food (+1,7%) che, di fatto, sia pure con diverse declinazioni nelle diverse merceologie, non ha registrato discontinuità importanti rispetto agli altri settori. Nei canali di vendita i centri in commerciali sono ancora lontani dai livelli pre-pandemia, con una flessione pari a -12,9% vs 2019. Bene le vie dello shopping e i negozi di prossimità a un solo mid digit negativi vs 2019. Rallenta invece l’online -7,9%. “Il dato del -6,3% sul totale anno vs il periodo pre-pandemia va, tuttavia, analizzato nelle sue diverse dinamiche nel corso dell’anno – dichiara Mario Maiocchi, direttore Centro studi Confimprese – Dopo una partenza molto lenta nel primo trimestre a -16,7% vs 2019, seguita da una costante ripresa nel periodo aprile-novembre a -1,9%, si arriva alla brusca frenata di dicembre che, con un -9,8% vs 2019, riporta alla luce la preoccupazione sul rallentamento dei consumi legato all’erosione del potere d’acquisto e la conseguente preoccupazione sugli scenari geopolitici. In quest’ottica la gelata dei consumi in dicembre e la fiammata di inizio saldi può essere interpretata come l’orientamento dei consumatori verso acquisti convenienti sia per scontistica sia per fascia prezzo”.

“Nel mese di dicembre 2022 – ha concluso Alessandro Olivari, senior partner Jakala – “si evidenzia un aumento delle visite e del traffico in tutti i settori analizzati – ristorazione, abbigliamento, casa & arredo e intrattenimento – rispetto allo stesso periodo del 2021. La maggiore frequentazione non si è tradotta, però, in altrettanto aumento delle vendite: dicembre 2022 chiude infatti con risultati quasi invariati rispetto a dicembre 2021 pari a +1,4%. Le grandi città, Roma, Milano, Torino, sostengono la crescita dei consumi a +8% e delle frequentazioni, mentre nel resto d’Italia si registrano comportamenti d’acquisto più prudenti”.

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