Economia – I rialzi dei tassi frenano i mutui (-22,4%): si infiamma la rata media: + 28%

18/07/2023

Economia – I rialzi dei tassi frenano i mutui (-22,4%): si infiamma la rata media: + 28%

Nel primo semestre del 2023, il credito alle famiglie è stato caratterizzato da una notevole cautela, con una riduzione del 22,4% delle richieste di mutui rispetto al periodo corrispondente del 2022. Questo calo è principalmente dovuto all’aumento dei tassi di interesse, che ha influenzato negativamente la domanda. Le surroghe hanno subito una flessione del 30,8%, mentre i nuovi mutui erogati sono diminuiti del 21,6%, evidenziando una tendenza negativa anche nel mese di giugno, con una contrazione del -11,6%.

L’importo medio richiesto durante il primo semestre è rimasto quasi stabile (-0,6%), attestandosi a 144.279 euro complessivi.

Si infiamma la rata media

Ma a causa dell’aumento dei costi dei mutui a tasso variabile, la rata media è aumentata del 28% rispetto ai minimi del 2022, raggiungendo un picco del +40% per i mutui più recenti, portando la rata media da 616 a 865 euro. Gli ulteriori incrementi dei tassi avvenuti a maggio (+0,75%) e giugno (+0,25%) hanno aggravato ulteriormente la situazione.

L’aumento dei tassi ha comportato un incremento del montante per il 65% dei mutui in bonis tra gennaio 2022 e marzo 2023, nonostante le rate pagate in quel periodo. Questo ha determinato un significativo aumento dell’indebitamento delle famiglie del 24% in poco più di sei mesi, pari a circa 34.000 euro per contratto.

Il direttore esecutivo di CRIF, Simone Capecchi, ha spiegato che l’aumento dei tassi ha frenato la domanda di mutui e ha pesato sul potere d’acquisto delle famiglie italiane, portando a un possibile aumento dei tassi di default in futuro. Nonostante ciò, i tassi di default rimangono inferiori alle passate crisi economiche, grazie alle logiche di offerta e alla prudenza delle famiglie nel contrarre indebitamento, che è più basso rispetto al resto d’Europa (60% nel triennio di previsione contro il 94% nel 2022).

“Per quanto riguarda la distribuzione per fascia di importo – spiega la pagina di economia de La Stampa –  “Nel primo semestre del 2023 le richieste di mutuo per importi compresi tra 100.000 e 150.000 euro restano ancora la soluzione preferita dalle famiglie italiane, con circa il 30% del totale; percentuale in linea con il corrispondente periodo del 2022. Al secondo posto, con il 25,9%, rimane la classe di importo tra 150.000 e 300.000 euro. Dall’analisi della distribuzione delle richieste per durata, emerge invece che la fascia più rilevante è quella tra i 25–30 anni, con il 36,7% del totale dei mutui. Nel complesso, 8 richieste su 10 prevedono piani di rimborso superiori ai 15 anni, a conferma della propensione delle famiglie a privilegiare soluzioni che pesino il meno possibile sul bilancio familiare. Per quanto riguarda la classe di età vediamo che le fasce 25-34 e 35-44 anni rappresentano una fetta del 61,3% della richiesta, cui segue quella di chi ha 45-54 anni che rappresenta il 23,4%”.

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