Quanti soldi hanno in banca gli Italiani? 4 su 5 meno di 12mila euro, mentre 1100 miliardi di euro sono fermi. Un’enorme sproporzione

05/08/2025

Quanti soldi hanno davvero in banca gli Italiani? 4 su 5 meno di 12mila euro, mentre 1100 miliardi di euro sono fermi. Un’enorme sproporzione

Secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia e di associazioni come FABI, la fotografia è chiara: il 77% dei conti correnti ha un saldo inferiore a 12.500 euro, mentre solo lo 0,2% supera i 500.000 euro. Una sproporzione che racconta un’Italia dove la maggior parte della popolazione ha risorse limitate, mentre una piccola fetta concentra grandi patrimoni liquidi.

Qualche cifra chiave:
Indicatore Valore attuale
Percentuale di conti con < 12.500 € circa 77 %
Percentuale di conti con > 500.000 € circa 0,2 %
Totale depositi famiglie a fine 2024 circa 1.141 miliardi €
Totale depositi famiglie + imprese (maggio 2025) circa 2.030 miliardi €
Patrimonio finanziario complessivo famiglie circa 6.030 miliardi € (compresi investimenti)

Eppure, la liquidità c’è.

A fine 2024, i depositi delle famiglie italiane hanno toccato quota 1.141 miliardi di euro (+1,1% rispetto all’anno precedente), mentre includendo anche le imprese, il totale ha raggiunto 2.030 miliardi a maggio 2025, con un incremento del 3,5%. FABI segnala un valore ancora più alto: 1.364 miliardi nel solo 2024, segno di una tendenza alla ripresa dopo il calo registrato tra il 2021 e il 2023.

Nel frattempo, il patrimonio finanziario complessivo delle famiglie – inclusi investimenti in titoli, fondi e polizze – ha raggiunto 6.030 miliardi di euro, ma ben 1.131 miliardi restano fermi sui conti correnti o in depositi non investiti.

Questo immobilismo comporta rischi concreti: i rendimenti nulli non proteggono dall’inflazione, che intacca lentamente ma inesorabilmente il potere d’acquisto.  Inoltre, il Fondo interbancario di tutela dei depositi garantisce solo fino a 100.000 euro per depositante, per banca, lasciando scoperti eventuali eccessi in caso di fallimento dell’istituto.

Il messaggio che emerge è chiaro: l’Italia non è solo un Paese che risparmia, ma un Paese che non investe abbastanza.

E se da un lato la prudenza è comprensibile, dall’altro è urgente una maggiore cultura finanziaria per diversificare, proteggere e valorizzare quel risparmio, evitando che resti improduttivo o, peggio, venga eroso nel tempo.

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