
Trojan nel telefono: ingegnere perde 50mila euro dall’app della banca. “Era la mia liquidazione, farò causa alla banca”. Cosa è successo
Un ingegnere elettronico di 65 anni ha perso 50mila euro, la sua liquidazione, a causa di un trojan installato sul telefono che ha permesso a dei truffatori di accedere alla sua app bancaria. In una sola notte, qualcuno ha effettuato un bonifico dal suo conto verso quello di un criminale, seguito da numerosi prelievi in contanti attraverso bancomat, in decine di sportelli tra diversi comuni. L’unico indagato identificato ha patteggiato a un anno e nove mesi per riciclaggio, senza risarcire la vittima, lasciando l’ingegnere profondamente deluso.
«Sono un professionista esperto, non uno sprovveduto, eppure mi hanno sottratto i risparmi di una vita», racconta l’uomo a La Stampa. La banca, secondo lui, non ha attivato alcun sistema di protezione né avvisato quando partivano bonifici così consistenti. Per questo motivo, l’ingegnere si prepara a intentare una causa civile contro gli istituti di credito che, a suo avviso, non hanno vigilato sul conto, permettendo che il furto avvenisse indisturbato.
L’indagine ha chiarito che i truffatori hanno sfruttato un accesso remoto alla app bancaria, aggiungendo un numero di telefono estraneo al profilo della vittima per gestire i trasferimenti senza essere rilevati. Secondo il consulente informatico, l’IP usato dai truffatori è anonimo e spesso impiegato per operazioni fraudolente. Nonostante il tentativo di bloccare un secondo bonifico, il danno principale era già compiuto.
L’ingegnere ha ribadito la sua frustrazione per la mancanza di tutela: «Ho lavorato una vita e questa somma era la mia liquidazione. In una notte è sparita e nessuno mi ha protetto. L’unico imputato ha patteggiato e non riceverò nulla. Dove è la giustizia?». Il caso mette in evidenza la vulnerabilità dei sistemi di home banking e le difficoltà delle vittime di truffe informatiche nel recuperare i propri soldi, aprendo la strada a una battaglia legale contro le banche per ottenere giustizia.