Eni-Snam: accordo su cattura e stoccaggio Co2 – 500 nuovi posti di lavoro

20/12/2022

Eni-Snam: accordo su cattura e stoccaggio Co2: 500 nuovi posti di lavoro

E’ stato firmato un accordo fragli amministratori delegati di Eni, Claudio Descalzi e di Snam, Stefano Venier per la creazione di una joint venture tramite per lo sviluppo e alla gestione del Progetto Ravenna di cattura e stoccaggio della CO2.

Obiettivo: catturare e stoccare le emissioni inquinanti di anidride carbonica, secondo la tecnologia Ccs.

Nella fase 1 del Progetto Ravenna  saranno ‘catturate’ 25mila tonnellate di CO2 dalla centrale Eni di trattamento di gas naturale di Casalborsetti (Ravenna). In seguito la CO2 sarà convogliata verso la piattaforma di Porto Corsini Mare Ovest. Poi verrà iniettata nell’omonimo giacimento a gas esaurito.

Queste le parole di  Descalzi, dopo la firma dell’accordo: «Oggi più che mai emerge l’esigenza di conciliare obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza energetica e competitività, e fare sistema diventa prioritario. Questo accordo rappresenta un esempio di eccellenza, volto a valorizzare le sinergie industriali per contribuire al percorso di decarbonizzazione del sistema produttivo italiano. Il Progetto Ravenna consentirà di ridurre le emissioni della centrale di Casalborsetti, avviando in Italia un progetto basato su un processo tecnologico maturo ed essenziale per il raggiungimento degli obiettivi climatici, complementare alle rinnovabili, all’efficienza energetica e alle altre leve disponibili, ed è centrale per evitare le emissioni di CO2 dei settori altamente energivori che al momento non hanno alternative tecnologiche per la decarbonizzazione».

 

Questo il commento dell’ad di Snam, Stefano Venier, ripreso da MilanoFinanza: “Le tecnologie di Carbon Capture and Storage stiano maturando a livello globale come uno strumento a disposizione per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, e per questa ragione sono al centro dell’attenzione da parte di governi, investitori e operatori industriali. Progetti di CCS sono in corso di sviluppo a livello globale e sono già in fase avanzata di definizione sia in Europa, sia negli Stati Uniti. Con questa joint venture nasce in Italia la prima iniziativa che ha l’ambizione di offrire una soluzione all’intero cluster produttivo hard to abate della Pianura Padana e potenzialmente anche delle altre regioni italiane e di altri Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Snam contribuirà al progetto con il proprio know how e le proprie competenze distintive nel trasporto e gestione di molecole, in questo caso quelle della CO2».

“Secondo Eni e Snam – conclude MilanoFinanza – “Il progetto rappresenta un tassello fondamentale per rispondere alle necessità di decarbonizzazione delle acciaierie, dei cementifici, delle industrie della ceramica e della chimica e più in generale dei settori cosiddetti «hard to abate», attraverso un processo tecnologico immediatamente disponibile, altamente efficiente ed efficace, che permette di valorizzare le infrastrutture e le competenze già presenti sul territorio. Le attività previste consentiranno di creare nuove opportunità di lavoro, con una stima complessiva di oltre 500 nuovi posti di lavoro già nella prima fase del progetto”.

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