
La cocaina nelle acque sta drogando i salmoni – Sono iperattivi e nuotano più lontano: lo studio
Una ricerca recente pubblicata sulla rivista Current Biology evidenzia un fenomeno preoccupante: la presenza di cocaina e dei suoi derivati nelle acque dolci sta modificando il comportamento dei giovani salmoni. Gli esemplari esposti a queste sostanze mostrano cambiamenti evidenti per diverse settimane, con un’attività più intensa del normale. In particolare, tendono a nuotare più a lungo, a coprire distanze maggiori e a muoversi in zone più ampie rispetto a quanto avviene normalmente dopo il rilascio in natura.
Lo studio ha osservato 105 pesci nel lago Vättern, in Svezia, utilizzando la telemetria acustica. Questa tecnica consente di seguire gli spostamenti degli animali grazie a piccoli dispositivi inseriti nei loro corpi, che emettono segnali sonori rilevati da appositi ricevitori.
Un aspetto importante dell’indagine è stato il confronto tra gli effetti della cocaina e quelli della benzoilecgonina, principale sostanza derivata dal suo metabolismo. I risultati mostrano che quest’ultima può avere un impatto ancora più marcato: i salmoni esposti hanno percorso distanze fino a quasi il doppio rispetto agli altri, arrivando a superare di oltre 12 chilometri gli spostamenti del gruppo non esposto nell’arco di una settimana.
Secondo i ricercatori, questo dato è particolarmente significativo perché le analisi ambientali si concentrano spesso sulla sostanza principale, trascurando i suoi derivati, che nelle acque reflue risultano invece più abbondanti. I sistemi di depurazione, infatti, non riescono a eliminarli completamente.
Le conseguenze di queste alterazioni non sono trascurabili. Il modo in cui i salmoni si muovono influisce sugli equilibri dell’ecosistema, inclusi i rapporti con i predatori e la distribuzione delle popolazioni. Un’attività eccessiva e prolungata potrebbe inoltre ridurre le risorse energetiche degli animali, con possibili effetti negativi sulla crescita e sulla capacità riproduttiva, aggravando la situazione di una specie già sotto pressione a causa dell’impatto umano.