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04/08/2022

Milano e le barriere architettoniche: la città è inclusiva o dimiscrinatoria?

Genitori con i passeggini e persone in carrozzina raccontano spesso, purtroppo, le loro disavventure in città

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Le barriere architettoniche a Milano esistono e persistono. La città che si muove all’insegna dell’inclusione, della modernità, dell’economia, sembra tralasciare qualche “piccolo” dettaglio: un marciapiede qui, una scala mancante là, un passaggio pedonale senza scivolo e così via. Chi si ritrova a spostarsi con passeggini, carrozzine o qualche difficoltà motoria (può bastare un paio di stampelle) vive esperienze poco gratificanti, pericolose, che fanno sentire soli e impotenti.

Ho letto su Instagram la storia di una mamma e su internet quella di una signora in carrozzina. Una volta ne avevo scritta anch’io una simile vissuta sulla pelle. Cambiano i protagonisti ma le vicende sono più o meno quelle: gente imprigionata in metro, con i bolli sulle gambe a forza di portare in braccio il passeggino, alla ricerca di qualche buon passante per avere una mano.

Si chiama Discriminazione:

Pochi mesi fa il Tribunale di Milano ha condannato il Comune di Monza per discriminazione, dopo la disavventura dell’Arengario. La consigliera Lisa Noja, che ha la delega alle politiche per l’accessibilità, aveva presentato un ordine del giorno che poi è stato approvato dal Consiglio Comunale di Milano. “Esiste una legge regionale (NDR della Lombardia) del 1986 – spiega ancora Noja attraverso i propri social – che obbliga tutti i Comuni lombardi a destinare il 10% degli oneri di urbanizzazione a interventi di abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali, il problema è che i Comuni non hanno alcun dovere di rendicontare come queste somme vengono spese. Quello che abbiamo chiesto alla Giunta, che ha dato parere favorevole, è di pubblicare ogni anno, in occasione del bilancio preventivo, un report in cui si indichi quanto per quell’anno verrà speso da questo fondo per gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali e quali sono le macro-aree d’intervento. Poi, in occasione del bilancio consuntivo, la Giunta dovrà pubblicare un report in cui indicare esattamente, col dettaglio, quali interventi sono stati finanziati e quali sono in corso di realizzazione”.

E.F.M.

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