Israele attacca Iran: scenari e rischi di un nuovo conflitto. L’analisi ISPI

26/10/2024

Israele attacca Iran: scenari e rischi 

Israele ha lanciato il suo attacco aereo su obiettivi militari in Iran, in risposta al lancio di missili balistici iraniani all’inizio di ottobre. L’operazione, svolta nella notte, ha colpito due località nei pressi di Teheran e, secondo Israele, ha danneggiato siti di produzione missilistica.

Il raid è durato alcune ore e si è concluso all’alba. È la prima volta dagli anni ’80 che l’Iran subisce un bombardamento diretto da un altro paese, riaccendendo il rischio di una guerra aperta in Medio Oriente.

L’Iran ha promesso ritorsioni, ma, stando a fonti vicine all’IDF, Israele avrebbe precedentemente avvisato l’Iran tramite intermediari, cercando di limitare l’impatto del raid e ridurre il rischio di escalation immediata.

Secondo quanto riporta l’Ispi, Istituto  per gli Studi di Politica Internazionale, e autorità israeliane hanno chiarito che ulteriori reazioni da parte dell’Iran porteranno a risposte ancora più intense. Gli Stati Uniti, pur non partecipando all’operazione, sono stati informati e hanno dichiarato che ulteriori attacchi diretti dovranno cessare per evitare conseguenze gravi, aggiungendo di aspettarsi una risposta limitata da parte dell’Iran. L’Arabia Saudita ha condannato l’azione di Israele, sottolineando il rischio di un’escalation.

Nel frattempo, anche le ostilità nei territori limitrofi continuano. L’ONU ha descritto le condizioni a Gaza come disastrose, dichiarando che il conflitto ha raggiunto un “momento oscuro” e denunciando pesanti violazioni dei diritti umani. La situazione umanitaria nella Striscia si aggrava ulteriormente: numerosi civili sono stati sfollati forzatamente e si registrano decine di vittime civili ogni giorno. Anche il sud del Libano è colpito da bombardamenti israeliani, con la perdita di vite tra giornalisti. La comunità internazionale, inclusi leader come il ministro degli Esteri giordano, ha lanciato un appello urgente affinché si ponga fine a quello che viene definito un crimine contro l’umanità nella regione.

Questo il commento di Luigi Toninelli, di ISPI MENA Centre, pubblicato su Ispionline.it:

“L’attacco israeliano all’Iran è stato duro ma per capire cosa farà Teheran dopo questi raid è essenziale valutare come è stato recepito internamente e la natura del suo impatto. Tre elementi ci suggeriscono che la volontà della Repubblica islamica inizialmente fosse quella di minimizzare l’accaduto: stamattina la tv di stato ha proseguito con la sua consueta programmazione, in molti sui social media hanno ridicolizzato la portata dei raid israeliani e vertici dell’establishment hanno lodato l’operato della contraerea iraniana. Tuttavia, il tentativo di “assorbire” l’attacco per evitare un’ulteriore escalation è stato complicato dalla notizia che almeno due soldati sono morti nelle esplosioni di stanotte. Un contrattacco iraniano in questo caso potrebbe avere due effetti: se fosse contenuto metterebbe in ridicolo le capacità militari del paese, se fosse su larga scala scatenerebbe una guerra: uno scenario che l’Iran cerca di evitare da oltre quarant’anni. Teheran si trova nella scomoda posizione in cui ogni mossa può rivelarsi azzardata. Complicata dal fatto che in questa fase anche restare fermi può risultare controproducente”.

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