
Milano – Scoppia la polemica sul nuovo Centro sportivo che non piace: “Stiamo ‘Padellizzando’ Milano”. Il caso
A Milano è scoppiata una polemica politica sul futuro del centro sportivo di via Cilea 61, nel quartiere Gallaratese. La giunta comunale ha riconosciuto l’interesse pubblico alla proposta della società Camfit dell’ex calciatore Esteban Cambiasso per riqualificare e gestire l’impianto, oggi chiuso da anni. Il progetto prevede però una trasformazione significativa: la rimozione dei campi da calcio a 11 e a 7 e la costruzione di sei campi da padel, oltre a campi da tennis e da calcio a 5.
La decisione ha suscitato forti critiche perché sarebbe stata presa nonostante il parere contrario del Municipio 8, espresso all’unanimità nel gennaio 2026, e alcune osservazioni negative della Direzione Welfare del Comune. La questione è arrivata anche in consiglio comunale il 9 marzo, dove diversi consiglieri della maggioranza hanno espresso perplessità sul progetto.
Alessandro Giungi (Pd), presidente della commissione Olimpiadi, ha denunciato il rischio di una trasformazione eccessiva degli impianti sportivi: “Il progetto prevede la dismissione dei campi da calcio a 11 e a 7, sostituiti da un diluvio di padel, ben sei campi, più tennis e calcio a 5. Ed è tutto nel Parco Sud. Stiamo ‘padellizzando’ il quartiere”. Secondo il consigliere, durante le discussioni con Camfit sarebbe emerso che il modello economico punta soprattutto sull’affitto dei campi, ritenuto più facile con sport che richiedono meno giocatori.
Critico anche il consigliere Enrico Fedrighini, che ha definito la scelta “intollerabile”, sostenendo che l’intervento rischia di cancellare una parte di territorio del Parco Sud sostituendolo con nuove strutture sportive e pavimentazioni. A suo giudizio si tratterebbe dell’ennesimo caso in cui un’area verde viene trasformata in un’iniziativa con forte componente privata, oltre al fatto che la decisione sarebbe stata presa ignorando il parere del municipio e degli uffici tecnici.
A difendere la scelta della giunta è intervenuta l’assessora allo Sport Martina Riva. Secondo l’assessora la decisione è stata dettata soprattutto dalla necessità di riaprire una struttura inutilizzata da anni. “Qui la scelta non era tra calcio e padel: era tra centro sportivo fruibile e centro sportivo chiuso”. Riva ha spiegato che negli ultimi sette anni non sono arrivate proposte sostenibili per rilanciare gli sport di squadra e che nell’area sono già presenti numerosi campi da calcio. Il progetto, ha aggiunto, includerà comunque due campi da calcio a 5, due da tennis e tariffe agevolate per le fasce più fragili.