
Dopo la vittoria del ‘No’ Cesare Parodi si è dimesso da presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Lui spiega: “Motivi personali”
Nel giorno in cui è stato reso noto l’esito del referendum sulla riforma della giustizia, Cesare Parodi ha annunciato la sua decisione di lasciare la guida dell’Associazione nazionale magistrati. La scelta, secondo quanto dichiarato dallo stesso magistrato, è legata esclusivamente a ragioni personali e familiari e non sarebbe collegata al risultato della consultazione.
Parodi, attualmente procuratore ad Alessandria, aveva già maturato da tempo l’intenzione di fare un passo indietro. In più occasioni, infatti, aveva confidato la difficoltà di conciliare le responsabilità istituzionali con quelle associative, sottolineando il peso crescente dell’incarico. La gestione dell’Anm, unita agli impegni legati al ruolo di capo della procura, si era rivelata particolarmente impegnativa.
Le dimissioni saranno ufficializzate durante la prossima riunione del Comitato direttivo centrale, prevista a fine marzo, che dovrà prendere atto della decisione e avviare le procedure per la sostituzione. Parodi era stato eletto alla presidenza nel febbraio 2025, subentrando a Giuseppe Santalucia, dopo un lungo confronto interno tra le diverse correnti della magistratura.
Figura storica di Magistratura indipendente, considerata l’area più conservatrice, Parodi è tuttavia ritenuto un esponente moderato. La sua nomina era stata il risultato di un compromesso tra le varie anime dell’associazione, che avevano raggiunto un accordo per una gestione unitaria. In precedenza erano emersi altri nomi, tra cui Antonio D’Amato e Giuseppe Tango, ma alla fine si era optato per una soluzione condivisa.
La sua uscita di scena apre ora una nuova fase per l’Anm, che dovrà ridefinire i propri equilibri interni in un momento delicato per il mondo della giustizia.